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prima parte ]
Sabato ] Infine, dopo il lungo e caldo matrimonio al mare (iniziato per me alle 9:15 e finito alle 17) partiamo da Cagliari in direzione
Gavoi verso le 18:30.
Ci eravamo ripromessi di comprare un regalino ad Andreuccia, la responsabile della pro-loco di Gavoi che tanto gentilmente si è impegnata fino all'ultimo per trovarci un alloggio, e per la padrona di casa che pur lavorando tutto il giorno ha deciso di trovare il tempo per riordinare e cederci le camere dei figli.
Data l'ora sembrava che non avremmo fatto in tempo quando invece arrivati a Ottana ("
avremmo potuto comprare almeno due piantine") ecco che puf, sincronicità karmica: spunta un negozio di fiori proprio all'ingresso del paese.
Sebbene fosse chiuso data l'ora (le 21 circa) abbiamo provato a suonare nella porta accanto e per fortuna la fioraia abitava proprio nello stesso stabile del negozio, come spesso accade nei piccoli centri. Prendiamo due piantine grasse, la ricopriamo di ringraziamenti e ci avviamo per ripartire quando, cough cough, la macchina non parte.
Pessimismo.
Rimaniamo in silenzio in macchina per diversi minuti, cercando di far finta di nulla e sperando che poi la macchina ripartisse improvvisamente. Ovviamente no.
Casualmente si scopre che il marito della fioraia (altra sincronicità) era un venditore d'auto quindi, strappato dalla sua cena, in men che non si dica aggiusta il guasto e ci invita a bere del vino.
Come rifiutare? Dopo tanta gentilezza non potevamo andar via e fare i cagliaritani cafoni (è un complesso che ho sempre quando in questi posti mi scontro con la totale disponibilità e gentilezza della gente e sopratutto quando mi si rivolgono in sardo e io - sardista - ho difficoltà a reggere la conversazione...bah, sono uno sporco casteddaio pure io!) e sebbene fosse ormai buio ci infiliamo nello scantinato e beviamo il buon vino.
Tra l'altro lì sotto troviamo un'interessante collezione di maschere di
Merdules ottanesi, chi l'avrebbe immaginato...
Usciamo da Ottana e dopo vari giri arriviamo finalmente a Gavoi.
Altro incontro surreale: fermiamo i primi due signori che sembravano del paese per chiedere dove si trovasse Sa Domu 'e Tiu Maoddi (vicino alla quale alloggiavamo) e chi incontro? Un militante di
Indipendentzia simpaticissimo con cui scambio l'indirizzo mail, visto che presto (dice) aprirà governo provvisorio anche a Cagliari.
Anche con questo signore un botta e risposta surreale, dato che acutissimo capisce il mio complesso cagliaritano e mi parla in nuorese stretto prendendomi per il culo perchè gli ho detto di essere sardista...(ma
ho votato indipendentzia alle provinciali! dico io).
Tutte queste piccole casualità sono di buon auspicio e infatti scopriamo che oltre ad aver avuto un culo pazzesco a trovare alloggio all'ultimo minuto, siamo capitati pure in una casa meravigliosa: campate in legno, pavimenti in cotto, veranda con arcate con vista lago, famigliola splendida e accogliente.
Raggianti ci godiamo la notte in giro, ci facciamo un assaggio di Landsdale (e incontriamo
Giorgi), delle vie affollate e del 'famoso' Bar Chiodo che sembra un po' il libarium dalla quantità di cagliaritani presenti.
[ continua ]