Innamorato di me stesso / ma non corrispondo

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agli intrepidi fautori e propugnatori del Movimento per l'Identità, l'Autodeterminazione e l'Indipendenza della Nazione Sarda; ai popoli fratelli ed amici che condannano il Colonialismo Italiano e che sostengono la nostra giusta causa; agli italiani illuminati - di Sardegna e d'Italia - che si battono al nostro fianco nella lotta democratica, pacifica e non violenta, per la liberazione Nazionale della Sardegna dall'oppressione coloniale, per la giustizia sociale e per la creazione di uno Stato Sardo Sovrano ...dedico questo blog.

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// sabato, 24 settembre 2005

[ I am visible. I am invisible ]


Sulla mia scrivania 8 pacchetti di sigarette vuoti, uno pieno, due bottiglie d'acqua e una di jack daniels vuota, avanzata da una festa, conservata per altre occasioni, poi scolata nei mesi tra le mura di questa mansarda.
Sulla moquette grigio topo indumenti di ogni dimensione e tipo, cd e videocassette, buste e scontrini. Penso che dovrò mettere a posto in questo caos, ci ho provato poco fa ma mi è mancata la motivazione. Come sempre ho una lucidissima visione del tutto ma una scarsissima propensione a mettere l'azione.
In fondo il casino è sempre un'ottima e valida scusa per non invitare mai nessuno e muovere il mio grasso culo fuori di qui. Come mi ha dolcemente fatto notare una persona che forse una gita in mansarda se la farebbe volentieri.
Allora ho fatto spazio con la mano sulla scrivania e incastrato la tastiera fra il pc portatile e il monitor grande, fatto cadere un posacenere pieno e la borsa diesel nera con le bande verde marcio. Non mi sono inchinato a raccogliere.

Ho ripreso un pezzo vecchio, non mi ricordo più nemmeno la tonalità. Spengo la luce, accendo due candele e mi avvolgo con i cuffioni quelli grandi che si appiccicano in testa.

Penso alle cose strane che ti capita di pensare quando ti si ferma la macchina e di come tutto diventa più lontano e più lento.
Penso a quanto lo spazio stretto di una smart ti costringa a parlare e di come possa cambiare un rapporto quando lavori con una persona. Come cambia la sua percezione, specie se quella persona la conosci da anni e da ben altri contesti. Specie se quella persona è tuo fratello. Non so, forse è un bene, forse ho un rapporto tutto sommato privilegiato rispetto ad altri o forse ci trattiamo come estranei? Non riesco a decidere in quale punto fra questi due estremi io mi trovi.


Lo stesso è successo qualche ora dopo, quando in fuga dall'ufficio per andare allo zadankai mi son trovato in macchina di F, un ormai vecchio collega, per così dire.
Arrivo di fretta alla macchina e imbottigliati nel traffico mi accorgo di avere davanti una persona diversa da quella con cui sono abituato a trattare, solitamente soltanto in termini di fatture, conti da regolare o set di location.
"Da quanto tempo hai questa macchina? non la ricordo." "Da quattro anni."
E' strano come ci si possa sentire così estranei con la persona con cui dividi uno spazio vitale come l'ufficio. Tutti i giorni.
Come sta tua figlia? E ViveLaFrance? Gli parlo come se non lo vedessi da settimane o mesi.
"Ho un appuntamento con una tipa, so che ha idee strane ma dopo l'aperitivo me ne fuggo a casa. Oggi non ne ho voglia."
Non posso fare a meno di pensare a un'altra persona, ma nonostante il traffico non ho tempo di lasciarmi prendere da chissà quali associazioni. Forse nemmeno tanto strampalate.
Scendo al parcheggio sotterraneo davanti al Dettori, una macchina quasi mi investe perchè rimango per un attimo a fissare quel terrazzo. Una sagoma allunga le braccia per stendere un lenzuolo sulla fune e mi chiedo se lì ci siano ancora brunch, musica selezionata, libri, cous cous come un anno fa.
No, non credo.

Mi infilo a casa di Mario, dopo un po' di mesi. Mi accoglie giù per le scale quella cantilena ovattata che mi mancava tanto.
Le scale sono sempre troppe.  Arrivo col fiatone, Mario è affettuoso, spengo il telefonino, faccio anticamera nel soggiorno e riprendo il respiro cercando di decifrare voci conosciute dal coro nell'altra stanza.
Guida una donna che non conosco.

Entro e trovo un gruppo che non risconosco ma nonostante tutto è un buon zadankai, son felice di essere venuto.
Inizia a essere passato un po' di tempo dalla prima volta, non poteva non esserci un ricambio di persone.
Adocchio una tipa nuorese davvero deliziosa che parla esattamente come un'altra tipa che conosco.
Vorrei per una volta sentire e provare una cosa totalmente nuova senza questo assurdo gioco della somiglianza.

Mi ritrovo per strada, a piedi, al centro di una città da percorrere senza nessun posto dove andare.
Macno strade che non facevo a piedi forse da anni, e noto molta più gente storta del solito.
Uomini in giacca e cravatta che barcollano davanti alle vetrine o anche i soliti balordi rumorosi agli angoli degli incroci.
Boh, sarà.

Accendo il telefonino e scorro mentalmente le persone da chiamare. Ma come spesso mi succede in queste occasioni, poi non chiamo nessuno. Girovago senza meta e questo è stranamente paradigmatico.

Passo davanti a casa di . che si è suicidato tre anni fa.
Il tempo dedicato ad . l'altra sera a cena con C, che non vedevo da quattro anni, è stato pari forse a 13 secondi, non so se perchè non volevamo pensarci o perchè parlare delle scarpe taroccate su eBay fosse più impellente.
Un'altra persona che vedevo ogni giorno ma che non vedevo. E' strano.
Chissà se dopo che morirò finirò in un discorso tra persone che mi hanno conosciuto, che non si rivedono da tanto tempo, per la durata di 13 secondi. Chissà se dopo che morirò le persone verranno a lasciare i commenti qua.

Ma procedo, vado avanti perchè - oggi si - non ci voglio pensare.
Allora chiamo R che dovrebbe venirmi a prendere dopo mezzanotte e riportarmi a casa, ma non ce la faccio più e l'idea di farmi i kilometri da qui allo studio, per poi accendere il pc e lavorare, no.
"Vienimi a prendere all'incrocio tra via.. e via...No, non lì, prima, dove c'è il negozio taldeitali.. noo quello è in via.. ok facciamo così vienimi a prendere dove mi hanno tolto 10 punti alla patente" "ah ok capito, arrivo".

Salgo in macchina, intrufolandomi in una serata non mia, e finiamo in un locale vecchio, di quelli che frequentavo molti anni fa. Sbaglio ordinazione e togliendo la carne dal piatto con la punta delle dita in pratica non rimane un cazzo. Che buffa coincidenza.

Quando apro la porta di casa mi butto sul letto stremato e affondo nei suoni solari di takk.

E ora invece continuo a distorcere questo suono che sembra un urlo e ad aumentare il volume, voglio che copra tutti gli altri suoni e che raschi le orecchie fino a fare male, voglio che duri a lungo, in eterno, sempre più forte, finchè non rimarrà più nulla da ascoltare.

Postato da Bakis alle 03:57 in [ ombelicale, fav ] // p-link // commenti (21) // commenti (21) (pop-up)


// giovedì, 22 settembre 2005

[ Sfiga Extra Large ]


Wuh che giornatina di merda.
E meno male che anche oggi è saltato Viva Zapatero, senò chi mi avrebbe raccolto dalla strada dopo aver bucato il radiatore? Fortuna che il mio collega problem-solver si è trattenuto fino a tardi in studio.

Bei momenti.

Avevo proprio voglia di una spesa imprevista e di rimanere a piedi per chissà quanti giorni.

Postato da Bakis alle 00:00 in [ rancore ] // p-link // commenti (4) // commenti (4) (pop-up)


// mercoledì, 21 settembre 2005

[ Viva Zapatero? ]


Oggi per la terza volta cercheremo di andare a vedere Viva Zapatero di Sabina Guzzanti, dopo i tentativi fallimentari di domenica (fila mai vista all'Odissea) e di lunedì (ho chiamato per prenotare alle 18 per le 21:30 ma era già pieno!).

Frugando nell'archivio ho trovato qualche vecchio post sul caso Raiot, scritti all'epoca ( Censura: Raiot, armi di distrazione di massa, Mediaset cita per diffamazione Rai e Raiot, Dal blog di Sabina Guzzanti: un'altra settimana di delirio ).

So già che uscirò amareggiato e disgustato, come quando vado a vedere Grillo o anche Luttazzi.
Alla fin fine, c'è ben poco da ridere.

vivazapatero

Poi magari, dopo che l'avrò visto posterò qui la recensione.

AGGIORNAMENTO DELLE 18:25: NEMMENO OGGI E CHE CAZZO!!!!!!!!!!!!!!!

Postato da Bakis alle 15:46 in [ segnalazioni, politica, rancore ] // p-link // commenti (1) // commenti (1) (pop-up)


// lunedì, 19 settembre 2005

[ Mi spiano! ]



Per la serie: cose da fare quando torni da una serata "cinema senza cinema" ma non hai sonno.

Orientamento Funzione dominante Funzione d'appoggio Funzione terza Funzione inferiore Tendenza
Estroverso Intuizione Sentimento Pensiero Sensazione Percettiva

Questo tipo è motivato dalle novità e dalle possibilità che la sua intuizione riesce a cogliere. È curioso, entusiasta e pieno di interessi. Ha molti amici che lo apprezzano per le sue doti. È empatico, spesso divertente, capace di capire le motivazioni delle persone. È anche sensibile ai bisogni e ai sentimenti degli altri che spesso riesce a captare o a anticipare. Generalmente ama circondarsi di persone piuttosto che rimanere da solo. Attribuisce molta importanza al calore dei sentimenti ed è molto leale nei confronti dei suoi amici. È una persona sensibile che rischia a volte di prendere le cose in maniera troppo personale. È sensibile agli elogi di cui ha occasionalmente bisogno. Cerca di evitare le situazioni che comportano delle tensioni: fa fatica a sopportarle, a meno che non riesca a vederle come un problema interessante da risolvere. Ama infatti, come tutti i tipi intuitivi, affrontare e risolvere i problemi. Ai suoi occhi non c'è niente che non abbia una qualche soluzione! È dotato di molta fantasia e immaginazione e riesce spesso a trovare delle soluzioni brillanti e originali. È indipendente e non è un conformista. Difficilmente si lascia impressionare dall'autorità e dalle regole. Anzi, spesso usa la sua creatività per aggirare le regole se le considera inutili o superflue! La sua funzione inferiore è la sensazione. Questa situazione lo espone al pericolo di non avere i piedi per terra. Ha una gran quantità di idee ma può non essere in grado di valutare se sono realistiche e realizzabili. La sua incuranza nei confronti dei dettagli e dei fatti concreti può portarlo a essere disordinato e a non trovare quello che cerca. Non è generalmente una persona precisa. Detesta la routine e le procedure complicate. Appena una cosa diventa ripetitiva, ha tendenza ad annoiarsi. Ha quindi bisogno di variare le sue attività. Appoggiandosi più al sentimento che non al pensiero, questo tipo rischia di non dedicare tempo sufficiente all’analisi dei problemi, saltando troppo rapidamente alle conclusioni e andando incontro a degli errori. Sul piano del lavoro è più adatto ad avviare dei progetti che a stabilizzarli o consolidarli. È comunque spesso una persona molto dotata, in grado di fare bene quello che le interessa. Sul piano delle relazioni di lavoro non incontra particolari difficoltà. È un entusiasta, è interessato ai rapporti interpersonali e sa trattare con le persone.


Che dite, mi assomiglia?

Postato da Bakis alle 01:03 in [ cazzeggio ] // p-link // commenti (7) // commenti (7) (pop-up)


// venerdì, 16 settembre 2005

[ Brevi prima del week-end ]


Non è che ci sia molto da dire di questi giorni, a parte il lavoro.
Dovendo consegnare molte cose inizio settimana prossima immagino che per me non faccia molta differenza se il week-end inizia ufficialmente fra qualche ora .
Anyway.

Qualche breve considerazione:

- Il Codice da Vinci (il libro) fa CAGARE. Sono quasi a metà ma non s'affronta. Se ripete ancora una volta che il pentacolo è simbolo della dea e del femminino urlo. Questo ha aperto un paio di enciclopedie e testi specialistici a cazzo e ha scritto le prime minchiate ispirate da un qualunque thriller americano.
Le scene più devastanti sono quelle in cui ricorda le sue lezioni ad HARVARD. Nemmeno il mio prof di Sociologia ci trattava con una simile condiscendenza.
Che delusione enorme, in fondo speravo di trovare un altro "pendolo" ma mi rendo conto che Eco è ineguagliabile. (D'altra parte però mi consola non essere massa nemmeno in questo).

- D'un tratto sapere che Audrey Tautou interpreterà il ruolo di Sophie Neuveu non mi fa più tanto piacere.

- L'ultimo album dei Sigur Ròs ( Takk ) invece è bellissimo e non occorre dire altro (mentre quello dei Goldfrapp insomma..).

- La festa "End Of Summer v 2.0" non si terrà più, fanculo!

- Ho in cantiere due nuovi project, anzi tre, e sono molto contento! vi aggiornerò quanto prima. Ora vado a pranzo.

Postato da Bakis alle 13:30 in [ libri, cazzeggio, ombelicale ] // p-link // commenti (9) // commenti (9) (pop-up)


// martedì, 13 settembre 2005

[ E s p a n s o ]


E' attivo il multimedia su Splinder.

Diavolo, finalmente, era una vita che attendevo (in termini web, alcuni mesi sono "una vita") e sono proprio curioso.

Mi domando quali nuovi modi troverò di  e s p a n d e r e  il mio ego con tutti questi applicativi.


Ma non sarà solo un mucchio di polistirolo intorno allo stesso - sempre quello - nucleo fondamentale? Non sarà forse un'enorme baracca di vetri e di fragili cartoni che insisto a costruire intorno a me stesso?

Settemila veli di maia intorno a un micro-costosissimo cioccolatino.

Ma non mi piace pensarla così. Credo anzi che l'io sia un processo cumulativo. Se ci aggiungi roba, quella rimane. Ovvero se fai una cosa, crei un percorso per nuove sinapsi e per nuove cose che prima non conoscevi.

C o o o s e.

Ogni nuovo canale porta con se necessariamente anche nuovi messaggi da comunicare e finchè c'è voglia di aprirne di nuovi significa che sotto sotto c'è sempre qualche messaggio che cova, che desiderava uscire fuori.
E mi domando anche quanta roba ancora c'è in questo luna park di inconscio che mi chiede di uscire fuori.

Sabato è bastata una chicchierata per rendermi conto di quanto l'espressione, la comunicazione sia l'essenza della mia vita.
Non in senso epico eh. Nel senso che di fatto anche se reputo il mio lavoro fondamentalmente artigianale, piuttosto che artistico, si basa sulla continua ricerca del modo migliore di dire una cosa. Di rappresentarla. Di formarla.
Sul continuo tentativo di eludere quella differenza così occidentale tra forma e sostanza.

E quando stacco (stacco?) mi ritrovo a scrivere, fotografare, incollare, passare interminabili ore a modulare interminabili effetti psichedelici alla tastiera.

E non è frustrante, è bello.
Da qualche parte arriverò...

E voi in che maniera vi  e s p a n d e t e ?

 

Postato da Bakis alle 12:11 in [ segnalazioni, blog, cazzeggio, ombelicale ] // p-link // commenti (15) // commenti (15) (pop-up)


// venerdì, 09 settembre 2005

[ Tutta colpa delle stagiste ]


Il mio studio dev'essere una specie di catalizzatore di personaggi bizzarri.
Oggi, dopo una nottata di lavoro terminata alle 3:30 semi-sbronzo, dopo una mattina di faticosissima sveglia presto (ma inutile perchè il pc di casa si è riufiutato di funzionare), dopo una riunione con uno dei capi sulle prossime cose da fare, arrivo in studio con appena un'ora e mezzo a disposizione per finire un lavoro urgente, stanco, stravolto dal caldo.. e chi mi trovo?

Cinque stagiste catatoniche sui miei pc.
Rimango un secondo fermo sulla soglia alla ricerca del file relativo nella mia testa per giustificare questa presenza. Queste nel frattempo mi guardano senza espressione.
In effetti ricordo vagamente che qualcuno aveva accennato di striscio a questa eventualità (periodo ipotetico del tipo "si boh forse non lo so") ma cazzo proprio oggi??

Chiedo timidamente alla tutor quando hanno intenzione di levarsi dai maroni e quella, simpatica e autoritaria come un'ispezione anale, mi dice "ce ne andiamo all'una ma alle tre saremo nuovamente qui.. lei chi è, il dipendente di F?". "Dipendente di chi? veramente questo è il mio studio e state usando i miei pc, comunque ci vediamo dopo, chiudete la porta quando uscite e non spegnete il condizionatore. Adieu".

Dopo la recita da macho mi faccio prendere da una crisi isterica in strada: e mo?

Allora mi infilo nell'ufficio di mio fratello con la copia delle chiavi e riesco a finire la bozza da presentare.
Con un piccolo particolare: come diavolo faccio a spedirla? i pc con le connessioni a quest'ora sono tutti chiusi e lucchettati da password varie, posso solo usare i pc degli stagisti (pure qua) che però non hanno connessione.
La soluzione è semplice: vado nel router e stacco cavi a caso e ne attacco altri a caso. Il karma ha voluto che azzeccassi subito la combinazione per far funzionare il pc prescelto.

Svolgo le incombenze un po' in ritardo ma tutto sommato riesco a salvarmi il culo.

Finchè mi rendo conto di non ricordare più la disposizione dei cavi nel router.. qualcuno questo pomeriggio smadonnerà perchè la connessione è andata e ci vorranno ore per rimettere tutto a posto.

Ora ho diverse soluzioni davanti:

1) confessare tutto e prendermi la cazziata.
2) chiamare il mio collega problem-solver e cercare di risolvere tutto prima che rientrino (con ampie possibilità di insuccesso e/o di venire scoperti).
3) scappare e far finta di nulla (nessuno mi ha visto).

Ciaociao vado a casa!

 

Postato da Bakis alle 16:41 in [ cazzeggio, fav ] // p-link // commenti (13) // commenti (13) (pop-up)


// giovedì, 08 settembre 2005

[ Cose che (non) accadono ]


Di queste sere ricche di cose da non fare e appuntamenti mancati, riempite di lavoro in surplus e di migliaia di post iniziati e mai finiti, recupero gli ultimi vaneggiamenti partoriti in quelle ore che vanno da "è più che tarda notte ma non ancora mattina" a "è quasi mattina fra due ore devi svegliarti per andare a lavoro".

Ovvero il lungo interregno dell'insonnia.


gruppo 1: A volte capita qualcosa che non ti aspetti.
Un grosso colpo di culo, un'opportunità o un'immensa sfiga. Quale che sia la categoria d'appartenenza, questa cosa in genere ti spinge a dover rivedere i tuoi piani a breve o a lungo termine. Se sei una persona noiosa e prevedibile questa cosa ti manderà in palla.
Anche perchè spesso le grandi fortune arrivano cammuffate in chissà cosa e una mente stolta dà più peso a una piccola perdita che a una grossa opportunità.

gruppo 2: Altre volte invece ti capita ciò che aspetti (e non è necessarimente una fortuna).
In tal caso è perchè sei una persona molto prevedibile, o molto organizzata, e sapevi esattamente cosa avresti raccolto dopo un'attenta semina.

gruppo 3: Più spesso ciò che ti aspetti, semplicemente non capita.
E questo perchè non sei una persona molto organizzata, non sei un missile mono-obiettivo, qualcosa ti è sfuggito e hai aspettato per nulla qualcosa. Se sei una persona saggia (e quindi anche molto prevedibile) avrai comunque escogitato qualche piano alternativo.


Ci sarebbe anche un quarto caso. Che è il più assurdo.
E non potrebbe essere altrimenti data questa situazione (o meglio nonsituazione per riprendere il gioco autistico di qualche post fa).

C'è che non sta accadendo ciò che non mi aspetto.
Ed è una noia, ma forse perchè sono troppo prevedibile e in realtà sotto sotto finisco nel gruppo numero 3?
Ma io li odio quelli del gruppo numero 3!

Dovrebbe esserci un altro gruppo - anzi si! lo faccio ora, tanto questa è una teoria del cazzo scritta in un blog del cazzo di cui tra l'altro sono il proprietario e detto io le regole.

Il gruppo numero 5 è quello di chi fa accadere le cose senza nemmeno aspettarle.
                                            Ma detta così sembra tanto un altro gruppo di persone che odio. (Perchè le invidio).

Postato da Bakis alle 17:03 in [ cazzeggio ] //