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All'indomito
Popolo di Sardegna
agli intrepidi fautori e propugnatori del Movimento per l'Identità,
l'Autodeterminazione e l'Indipendenza della Nazione Sarda; ai popoli
fratelli ed amici che condannano il Colonialismo Italiano e che
sostengono la nostra giusta causa; agli italiani illuminati - di
Sardegna e d'Italia - che si battono al nostro fianco nella lotta
democratica, pacifica e non violenta, per la liberazione Nazionale
della Sardegna dall'oppressione coloniale, per la giustizia sociale
e per la creazione di uno Stato Sardo Sovrano ...dedico questo blog. |
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9 |
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E' arrivata l'ora di parlarne! Stiamo organizzando un party evento a tema anni 70. Se abitate a Cagliari e dintorni, o anche più lontano: siete tutti invitati. Siamo ancora in fase organizzativa per cui piccoli dettagli tipo dove e quando sono ancora da definire, essendo però un party a tema, è fondamentale entrare nello spirito giusto con largo anticipo. Per questo motivo abbiamo creato un piccolo blog apposito per raccogliere segnalazioni, suggerimenti, idee e per dare spunti utili circa l'abbigliamento giusto: The 70's project.
Adesso, ad esempio, siamo indecisi se proseguire con l'idea originaria di fare il party in un locale (quindi con inviti più istituzionali) oppure trasformare tutto in un brunch a oltranza dalle 12 a notte, in una casa privata, possibilmente al mare. Cosa vi sembra più adatto?E inoltre - a parte l'abbigliamento e la musica a tema - cosa pensate possa aggiungere spessore al party? Abbiamo già pensato di proiettare video, esporre stampe e lanciare un contest invitando i partecipanti a portare proprie foto e feticci del periodo. Per finire, è in programma anche la produzione di piccoli gadgets, ma di questo parleremo più avanti. Insomma si è capito: cerchiamo suggerimenti e collaborazioni! Fatevi avanti: join the vintage party!
Ed ecco la posizione dei partiti in base a Bakis.  
Giovedì, il giorno delle riprese, infine arrivò, dopo una nottata passata a tirar fuori la roba dall’armadio, stirare lo stirabile e stipare tutto in uno zaino a mo’ di tangram. (Essendo una misera comparsa ho dovuto portare gli abiti di scena da casa, che affronto!)
Sveglia alle 6:30. Com’è strano il mondo a quell’ora! A casa dei miei incrocio mia sorellina: “e tu?” mi fa, come fosse un evento trovarmi in giro a quell’ora (lo era), “stai tornando adesso?”.
Nonostante il cronometro, iesco a uscire a uscire più tardi del previsto e mi imbottiglio nel traffico impiegatizio e sonnecchioso, tanto è lento.
Arrivo comunque quasi in orario, lasciando la macchina in seconda fila, le chiavi al barista e un sms al mio collega “ti prego vai al bar a prendere le chiavi e parcheggiami la macchina dove capita”. Grazie Rob.
Mi incontro con Sabina che deve ancora fare le fotocopie dei documenti: questo perché mi scelgo le socie ancora più incasinate di me…
Arriviamo all’appuntamento e vediamo che praticamente tutti gli altri si son portati caterve di cose, trolley gonfi di roba paillettosa e luccicante. Ma cosa son pazzi? Che cazzo, per una comparsata…Vabbè.
La nostra scelta si è rivelata poi vincente perché avendo poca roba abbiamo dato anche meno occasioni alla costumista di fracassare le palle: isterica, ha passato la mattina a insultare ogni singola comparsa, a turno, sulla roba poco adatta. “me viene da piagne, sta roba fa schifo, nun hanno capito gnente”.
Diamo i documenti e ci registriamo. Nel modulo da compilare venivano richiesti anche dati pallosi del tipo “numero di iscrizione al collocamento dello spettacolo” “data iscrizione” roba che nessuno ricordava a memoria e che non poteva recuperare dai documenti già dati.
Esordisco con l’infelice battuta “eh che cavolo, chissenefrega: ci sarà qualche sfigato addetto di produzione pagato per questo, che si metterà di sana pazienza a copiare tutto!”.
Tre secondi dopo ViveLaFrance mi intercetta: “Baaaaakiiiiss.. cheffai? Vieni a farmi da assistonte?!”. Inutile dire che mi son fiondato felice della promozione (avanzamento di carrieeraaa a livelli diiiiirigenziali!).
(qualche foto inutile, rubata all'interno di uno dei mezzi della troupe durante l'assistentato )
Risultato inatteso: lo sfigato assistente di produzione sono diventato io e ho dovuto fare tutto l’ambaradàn burocratico per circa un’ora e mezzo.
Beh, almeno posso dire di aver fatto l’assistente capo-comparse per un giorno. Uau.
La mattina vola così, senza fare un tubo, sotto il sole, con lo scazzo progressivamente in aumento.
All’una pausa pranzo: il cestinaro porta i cestini e pranziamo al bastione di Saint Remy.
(nelle foto: giovani comparse affamate, il misero pasto di una comparsa, attese al bastione)
Alle due iniziano le riprese e ci mettono in posizione.
Mi ha chiamato Vive: l'ora è giunta.
Domattina alle 8:45 appuntamento a Castello per le riprese.
Tenendo conto di: 15 minuti per svegliarmi, 10 minuti per la colazione, 45 minuti per prepararmi, 20 minuti per arrivare, 10 minuti per parcheggiare, 15 per arrivare dal parcheggio al luogo convenuto + almeno 40 minuti per imprevisto a caso (che sicuramente capiterà)......
Domani mi dovrò svegliare alle 6:30.
Il mio ingresso trionfale nel mondo del cinema avverrà con un grugnito e le borse sotto gli occhi.
Mon dieu.
Maledetti paparazzi.
Cova cova, tutto capita (sempre) al momento giusto.
Non che ci sia un motivo: sarebbe troppo presuntuoso cercarne uno. Semplicemente quando si accumula una massa karmica sufficientemente critica paf le cose accadono.
E così, dopo una settimana di reclusione fra lavoro e lavoro, sabato appuntamento alle 16 con Sabina per un tour fra i mercatini dell’usato, mio nuovo trip, alla ricerca di qualche pezzo anni 70, dopo le prime botte di culo delle settimane scorse (un brionvega e una lampada in metallo arancione completa di globo bianco opaco).
E sempre in tema di anni 70 scopro un covo vintage di cui non avevo notizia, interessante alleato per il project che sto mettendo su sempre con Sabina, nuova alleata di progetti non impossibili ma estremamente improbabili (auto-ribattezzatasi “seriamente inaffidabile”).
Buone premesse.
Verso le 19 ci dirigiamo alla presentazione di una mostra, 365 strumenti quotidiani, allestita da iPosto. Curiosiamo, beviamo – soprattutto - e traiamo ispirazione. Per cosa? Un po’ tutto un po’ niente.
Alle 20 voliamo al vernissage di Greta Frau, (leggasi f.r.e.g.a.t.u.r.a ) personaggio (o collettivo?) ricoperto di mistero, dalle apparizioni interessanti. Perdiamo la performance ma in compenso incontriamo il mondo. Compreso un noto personaggio che augura alla misteriosa artista che ogni centesimo guadagnato con quella nonarte gli si ritorca contro. Come direbbero qua a Cagliari “tutto in medicine”.
Tutte le fortune questa Greta, pure i contestatori in diretta.
Non ci demoralizziamo: nuove idee, cibo per la mente.
Al che ci infiliamo alla solita enoteca con un nuovo acquisto (A. che nel frattempo è rimasta alla mostra e ci ha raggiunto già abbastanza ubriaca) che poi ci porta in un locale tunnel nascosto dentro un altro locale.
“ Dobbiamo solo oltrepassare la cortina dei tristi. Andate dritto per i tavoli coi tipi squallidi, sguardo basso e passo svelto”.
Domenica poi, pomeriggio speso per il servizio fotografico per il famoso ciclo di reading ch si terrà a partire dalla settimana prossima. Una casa deliziosa, quattro modelle, vestaglie, creme per il viso, cipolle, coltelli, spazzolini. Il concept per la rassegna “ parole rivelate”, è evidente, consiste nel mostrare il momento in cui la parola viene effettivamente rivelata: negli angoli del letto, in cucina, sul cesso, mentre si spolvera.
Basta con i cliche del letterato col bicchiere di vino, candele, caminetto acceso, in preda a momenti di ispirazione quasi mistica!
Peccato che perlomeno per le prime uscite, la campagna sarà praticamente... segreta.
E francamente non so come riuscirò a incastrare tutte queste cose in questa settimana, tenendo conto che devo ancora andare all’ufficio di collocamento per lo spettacolo (per quanto felicemente impiegato da anni, per fare l’attore bisogna essere comunque iscritti) – tempo stimato: una mattina -, apparire come figurante nel famoso film di cui ho già parlato – tempo stimato: un pomeriggio + sera abbondante.
Che dire? Farò del mio meglio! Buona settimana a tutti.
Il week-end tanto sospirato è finalmente alle porte.
Programmi? nessuno per ora: un terzo delle mie conoscenze è fuori sardegna (chi in pianta stabile, chi per viaggetti momentanei) un quarto è ammalato, un quinto ha altri programmi e con un sesto ci ho litigato.
Domani avrei dovuto avere il mio quarto d'ora di notorietà, ma la "mia scena" è stata improvvisamente cancellata. C'è evidentemente qualcuno che cerca di mettermi i bastoni fra le ruote. Il cinema stesso, direi.
Ma non temete: sarò di fronte all'obiettivo della cinepresa giovedì prossimo, interpretando un avventore di locale gay indossando gli abiti "più extravagonti che hai ahn?". Insomma, mi vestirò come al solito.
Domani dunque penso che andrò al consiglio nazionale del PSd'Az per prendere a pomodorate e insulti Giacomo Sanna (anni fa mi son perso il lancio delle monetine a Serrenti, non posso macchiare nuovamente il mio onore di sardo) che, per chi ancora non lo sapesse, con un colpo di mano si è candidato in Lombardia nella lista della Lega Nord per il Senato.
C'è chi seriamente prevede scontro fisico e l'occasione di saldare una volta per tutte vecchie faide: in vista una nuova scissione?
Certo è che se decido di andare, mi porto dietro la videocamera per filmare il massacro.
Si sa mai che il partito si svecchi un po' (darwinianamente parlando).
Poi domenica, servizio fotografico simil-porno-erotico-amatoriale per un ciclo di reading, per cui sarò fotografo e modello.
Ah! l'arte!
Sotto la supervisione di ViveLaFrance ho scattato circa 750 foto, nell’arco di 8 ore.
Solita fauna da casting *, impreziosita questa volta da bizzarri personaggi probabilmente attirati dal fatto che, oltre a normali figuranti, si sarebbero assegnate anche parti per tossici e prostitute.
Non escludo dunque che fra i fotografati ci fosse anche qualcuno che intendesse interpretare se stesso.
Fortunatamente il tempo ci è stato favorevole ed è stata una gran bella giornata di sole, al Poetto, e anche se per i giorni successivi mi son trovato con due zampogne gonfie di acido lattico al posto delle cosce, per via dello stai in piedi – inchinati - prendi lavagnetta a stronzo che la lascia per terra - passa lavagnetta a stronzo che nemmeno si avvicina a prenderla - cammina etc, posso dire che ne sia valsa la pena.
Note comiche (ovviamente ci sono, eh!).
Distrutto come dopo una settimana senza pause, come dopo un sabato in corsa tra la ricerca di un regalo (stamattina) per un matrimonio (stasera).
Sempre all’ultimo secondo, ma alla fine ce la faccio sempre, ormai è una regola.
In effetti comprare un regalo quanto tempo prende?
Pochi secondi: il tempo di pagare e afferrare l’oggetto, finito momentaneamente fra le tue proprietà prima di passare nelle destinatarie mani neo-coniugate.
Il tempo sprecato in realtà è quello dedicato alla scelta e all’indecisione. E allora tanto vale sfogliare il catalogo mentale delle possibilità comodamente accucciati in un divano o poco prima di andare a nanna.
Non credo che la scienza dei regali di nozze abbia fatto notevoli passi avanti negli ultimi mesi, tali da meritare un ulteriore tour fra negozi.
Ho dunque dedicato la mia serata a un istituzionale ingozzamento di cibarie assortite, chiacchierando del più e del meno con la tavolata Harry Ti Presento Sally, vecchi amici di un passato che sembra lontanissimo.
Le mie palpebre hanno raggiunto il giusto peso e suppongo che a questo punto la coperta sia già a livello “sahara”.
Prometto che presto posto il raccontino sulla giornata di casting con ViveLaFrance.
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