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All'indomito
Popolo di Sardegna
agli intrepidi fautori e propugnatori del Movimento per l'Identità,
l'Autodeterminazione e l'Indipendenza della Nazione Sarda; ai popoli
fratelli ed amici che condannano il Colonialismo Italiano e che
sostengono la nostra giusta causa; agli italiani illuminati - di
Sardegna e d'Italia - che si battono al nostro fianco nella lotta
democratica, pacifica e non violenta, per la liberazione Nazionale
della Sardegna dall'oppressione coloniale, per la giustizia sociale
e per la creazione di uno Stato Sardo Sovrano ...dedico questo blog. |
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3 |
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6+ |
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7 |
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4 |
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7 |
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3 |
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lunga domen. di passione |
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| Nicotina |
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6- |
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& Melinda |
6 |
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troppo intime |
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| L'amore
è et. finchè dura |
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3 |
| Il
Sig. degli Anelli III |
3 |
| Banditi
a Orgosolo |
7 |
| Le
invasioni barbariche |
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| 21
grammi |
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| In
the cut |
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macchia umana |
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in translation |
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actually: |
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Bill |
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8+ |
| Ballo
a tre passi |
9 |
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Chi dovesse aver la ventura di leggere queste righe in tempo reale, sappia che dalle 18 circa in pzzetta Savoia (Cagliari), si terrà un episodio bonus di Parole Rivelate, all'interno della manifestazione letteraria di "Miele Amaro", in cui verrà letto un mio racconto (ancora? ebbene si!).
Si tratta di "Sindrome da Rincoglionimento Estivo Cagliaritano" e per evitare ritorsioni fisiche sulla mia persona, presenzierò in incognito.
Chi c'è c'è chi non c'è non c'è, pira cotta pira crua d'ogniunu a domu sua.
***
Ecco la registrazione audio :-) grazie, Alice!
Anche in questo caso il disclaimer è d'obbligo: ogni riferimento a cose, persone e candidate è puramente casuale....
Riprese fatte con una videocamera scassata con interferenze verdi-viola che fanno tanto acido e trovo involontariamente geniali.
Lei riversa su un tappeto, io sul genere 'fatto come una pigna', audio in presa diretta decisamente low-fi.
Voleva sembrare un filmato tipo Fabrica, invece era poco più che uno spot della Mobil Clam girato al buio.
Lei farneticava tipo la Pizia posseduta da Apollo e io mi esibivo in monologhi psico-filosofici in un oscuro accento cagliaritano-londinese, spesso parlandoci addosso: non faceva molta differenza.
Non ero ancora Bakis,
lei non era ancora quella che poi è diventata,
ed eravamo adorabili.
Che poi non è neanche vero perchè ho un sacco di nuove proposte in giro, un botto di cose da fare e un bè di persone da incontrare.
Si perchè la cosa figa delle proposte è che comportano nuovi progetti, idee sfavillanti, collaborazioni promettenti e spesso persone da scoprire.
La cosa pallosa è che poi si trasformano in cazzi e mazzi da sbrogliare e tocca stare seduti a macinare lavoro.
E se ci fermassimo tutti alle proposte? che bello, star lì a progettare, progettare per ore e ore.
E poi passare tutto a qualche schiavo che realizza tutto e beccarsi i meriti. Così si, sarebbe bello!
Anche con le persone, penso che a volte sarebbe bello rimanere sempre a quello stadio superficiale di conoscienza, in cui tutti sembrano interessanti, belli, disponibili, simpatici, eternamente fedeli.
(Poi invece scopri che soffrono di narcolessia al contrario e che li hai conosciuti in uno di quei rari momenti in cui si svegliano all'improvviso da un sonno continuo e tedioso).
In ogni caso,
si preannuncia un periodo molto divertente.
Stasera dalle 21:30 ultimo (per ora) appuntamento con Parole Rivelate al Caffè Savoia, con la serata "Rivelazioni". Fra le altre letture, un mio racconto in chiusura, interpretato da Alessio Deiana.
Curiosità autoreferenziali: le zampette che spuntano nella locandina, sono di SisterSuzie (che non è stata maltrattata durante gli scatti).
* * *
Ecco la registrazione di "e se il mio alter-ego prendesse il sopravvento" interpretato da Alessio Deiana.
Stamattina ero alla convention Sardista e lei era lì: lei chi?
E' vero, non ve ne ho parlato prima perchè un po' mi vergognavo.. sono cose intime queste.
Ma volevo dirvelo: finalmente l'ho trovata. E' lei, la candidata per me.
Così l'ho sempre voluta è così è: cazzuta, decisa, avventuriera, impegnata e dal pensiero indipendente.
Questa volta ho deciso di impegnarmi... [ almeno per altre due settimane ;-) ]

Le maglie della memoria di Bakis sono più strette, selettive e snob di Bakis stesso.
Posso ricordare con esattezza autistica ogni singola pausa di un dialogo scambiato anni fa e rimuovere con inconsapevole noncuranza interi capitoli della mia esistenza.
Come se i ricordi parcheggiati in seconda fila, in attesa di trovare una collocazione stabile, fossero infine passati per una rimozione forzata.
Vorrei fare due chiacchiere con il vigile..
Come mi è venuto in mente questo post?
Ricordandomi per filo e per segno l'elezione di Scalfaro a presidente della Repubblica, quando qualcuno votò ScalfarI (l'allora direttore della Repubblica).
Ero in terza media.
Dell'elezione di Ciampi invece, vuoto assoluto.
E dire che all'epoca ero al secondo anno di Scienze Politiche e con tutta probabilità stavo preparando qualche esame del tipo "diritto pubblico" o, appunto, "Scienza Politica".
Misteri.
Chissà se fra 7 anni mi ricorderò di questo giorno (sono ancora in tempo per farlo diventare memorabile).
E’ appena mezzanotte e mezzo e si - mi dico - ho ancora un’ora buona per lavorare.
Bene, da che parte inizio non ha importanza perché l’infinito si sa, non inizia e non finisce.
Qualche curiosa circonvoluzione neurale mi fa apparire questo concetto curiosamente confortante al momento.
Iniziamo con un dato, nudo e crudo: Bakis vs Resto del mondo: 2 – 1.
E si, diciamolo. Il mantra di questi giorni “sono una macchina da guerra” sta dando i suoi porci frutti.
Perché puoi farmi anche male ma alla fine il tuo cuore pulsante ancora caldo sarà nella mia manina da manga.
Dicevamo.
No aspettate, metto su un qualche pezzo adeguatamente propulsivo a questo mio delirante e immotivato propositivismo ottimista. Believe – Chemical Brothers.
I need to believe in something, dice la voce: tragicamente vero, cosa che poi spiega tutto questo.
Ed è il credere in qualcosa che mi fotte sempre. Che mi da quel quid in più che mi spinge come un lemming oltre il confine, a fare più del mio possibile. E’ quello che mi ripaga più di tutto, più dei soldi (dettaglio, anche questo, tragicamente vero).
E non mi consola quando mi dicono “che ti frega? Tanto l’hai fatto quasi gratis”. Eh no.
Se non sono soddisfatto, se sento di aver fatto qualche cagata, allora ho fatto tutto per niente, e solo i perdenti fanno qualcosa per niente. E Bakis non è un perdente.
(come sillogismo non fa una piega, si auto-dimostra che è una bellezza).
Per intenderci, c’è che oltre lavorouno e lavorodue, il libro, failalocandinaperilreading e portavantiiltrasloco, ho deciso di fare campagna elettrorale attiva per le elezioni amministrative: scelta suicida ma da che mondo e mondo Bakis non rifiuta mai le missioni impossibili.
Anzi, a ben guardare sono le uniche che accetta.
Purchè non siano noiose.
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