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All'indomito
Popolo di Sardegna
agli intrepidi fautori e propugnatori del Movimento per l'Identità,
l'Autodeterminazione e l'Indipendenza della Nazione Sarda; ai popoli
fratelli ed amici che condannano il Colonialismo Italiano e che
sostengono la nostra giusta causa; agli italiani illuminati - di
Sardegna e d'Italia - che si battono al nostro fianco nella lotta
democratica, pacifica e non violenta, per la liberazione Nazionale
della Sardegna dall'oppressione coloniale, per la giustizia sociale
e per la creazione di uno Stato Sardo Sovrano ...dedico questo blog. |
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Happy BlogDay to you!
( coming soon )
Oggi a nanna presto perchè domani arriva idraulico all’alba.
Io dico, cazzo vieni all’alba? “Passo alle nove così do un’occhiata e poi torno con l’attrezzatura”.
Il che non è indice di inusitata professionalità.
> Ma è solo uno scaldabagno, mica ci vuole il sopralluogo.
> Non si sa mai.
Deve essersi sparsa la voce sul mio bagno, tra gli idraulici.
Devono avermi schedato in un qualche database fra i clienti impegnativi e alla mia pagina, con mia foto, numero di telefono e casi critici pregressi, ci sarà senz'altro scritto qualcosa tipo "WARNING, trattare con circospezione, lavorare con lentezza punitiva e a orari crepuscolari".
Lo accoglierò con sguardo crudele e alito post cibo cinese, per vendicarmi in anticipo del conto e della vista-culo panoramica cui mi sottoporrà tutta la mattina.
Csss. Hhnf.
Scartabello l'hard disk in cerca di pezzi adeguati al party di stasera. Ma facendo finta di nulla. Chè l’ispirazione è come l’acqua che bolle: se ci fai troppa attenzione sfiderà ogni legge fisica per rimanere gelida. Come da bambino che mi ero messo con lo sgabello a guardare impaziente il pentolino del latte sul gas e mi andarano a fuoco i capelli.
(Il primo che fa battute sulla sopraggiunta stempiatura alta da maturità si becca un bel vaffa. In simpatia).
A Bakis dunque l'improbo compito - ma inequivocabilmente segno di potere - di portare la musica.
Nonché Martini Rosso e succo d’arancia a mio quasi esclusivo uso e consumo.
Difficile individuare il target di stasera. Il gap generazionale è percepibilmente concreto. E saranno presenti anche musicisti live i quali, da che mondo e mondo, tenderanno a monopolizzare l’audio finchè qualcuno polverizzerà le loro stupide chitarre con katana e sorriso sfingeo sulle labbra.
Suppongo che quel qualcuno sarò io. Ma prima tenterò mosse subliminali come piantare lo stereo a palla con Bjork in preda a una crisi epilettica, alla terza versione di seguito di “besame mucho” in chiave merengue.
Ribattezzata poeticamente come “besame il bucho”.
Ma l’interrogativo fondamentale è cosa mettermi.
Non ho ancora capito che diavolo di tempo farà: ultimamente si passa dal caldo caldocaldocaldo al freddo freddofreddofreddo nel giro di tre nanosecondi o nella stessa sera ma in posti diversi. Con l’ effetto di avere sempre il micro-clima personale sbagliato nel posto sbagliato.
Quindi, fighetto ma con rischio di diarrea-geiser da gelo? O giacchino ben coperto ma irrimorchiabile?
Ma penso che mi coprirò.
Perché in effetti anche pronunciare la frase “scusa, vado un attimo a sciogliermi in merda” non fa tanto buona conversazione a un party.
Nuova puntata del serial di successo sugli spuntini notturni di Bakis.
Menù di oggi: seppie con piselli trafugate da pentolotto in casa dei miei ingenuamente lasciato visibile.
Noto ora che ho finito l'acqua.
Sarà una lunga notte di aridità mascellari sigillanti.
Dò il primo morso e capisco che no. Non è il caso. Questa melanzana ha ufficialmente concluso il suo ciclo di mangiabilità, nonostante le succulente apparenze. La metto da parte. Quasi mi dispiace però, sei così bella, colorata, rotonda, morbidosa. (Ho fame).
Rimango allora con un mix di cibidafestadilaurea e chupitosrumepera nello stomaco, vagamente insoddisfatto, reduce appunto da festa di laurea, nonchè da festeggiamento estemporaneo di compleanno avvenuto ieri.
E' strano, era da anni che non festeggiavo in maniera così disorganizzata.
Di solito blatero tante cose, sul fatto che non ne ho voglia, non ho soldi, non trovo il posto adatto, ma poi in qualche modo metto sempre su un qualche party, una cena, un ritrovo.
In fondo solo per avere una scusa socialmente riconosciuta per dare sfogo al mio protagonismo.
Quest'anno invece niente di premeditato: una piacevole uscita con amici vecchi e nuovi, chiacchiere stratificate e cementate da abbondanti dosi di gelato e martini bianco.
Per il resto,
non mi oppongo a quest'estate e a questo tempo
proiettato verso situazioni ancora appena abozzate, in spazio-tempi immersi in un liquido amniotico di indefinitezza, in cui interagisco col me stesso senza volto di domani e parlo come nulla fosse con figure del passato, riapparse esattamente nel momento in cui ho deciso di aspettarle.
Sono convinto che certe persone ci siano designate a vita.
Per quanto tu possa chiudere con loro - e loro con te - rimane sempre qualcosa di indistruttibile.
Come il filo dell'etichetta nelle giacche nuove o un mattoncino lego.
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