All'indomito
Popolo di Sardegna
agli intrepidi fautori e propugnatori del Movimento per l'Identità,
l'Autodeterminazione e l'Indipendenza della Nazione Sarda; ai popoli
fratelli ed amici che condannano il Colonialismo Italiano e che
sostengono la nostra giusta causa; agli italiani illuminati - di
Sardegna e d'Italia - che si battono al nostro fianco nella lotta
democratica, pacifica e non violenta, per la liberazione Nazionale
della Sardegna dall'oppressione coloniale, per la giustizia sociale
e per la creazione di uno Stato Sardo Sovrano ...dedico questo blog.
Devo certo dire che non mi sto annoiando, ultimamente.
Tensioni improvvise, tanti amici in visita, riunioni a sorpresa, progetti delicati, lavori notturni.. wow!
Non ci sono due giorni uguali e tutto ciò è elettrizzante. Sì, proprio elettrizzante.
Bene, ora vado a prendermi una camomilla.
[ tutto ciò per giustificare maldestramente la mia latitanza. Ma tornerò, eccome se tornerò! ]
Se avessi un'arpa, questo penso sarebbe il momento giusto per suonarla e rilassarmi.
Mi metterei al centro dell'appartamento e pizzicherei via, per simpatia, tutte le vibrazioni negative accumulate durante la giornata. Vibrazioni sufficienti a metter su un intero concerto post-moderno a tema "stanchezza mentale".
Ma non ho un'arpa: mi sono invece messo a battere sulla tastiera producendo qualcosa come un ossessivo ritmo tribale autoalimentato, scartabellando un numero impressionante di grancasse.
Meglio spegnere.
Mi metto ai fornelli. Voglia di cucinare? zero. E poi, meglio non toccare troppe pentole e piatti fino a sabato, visto che avrò nuovamente ospiti.
Allora riscaldo al microonde i residui della cena di martedì, cucinata amorevolmente da Margherita. Non mi interrogo sulla digeribilità di questi cibi a due giorni-frigo di distanza: certe azioni, certi giorni, vanno compiute e basta.
Allora sistemo maniacalmente alcuni punti della casa, detergo angolini invisibili del parquet, ordino per genere i libri sulla libreria, carico una lavatrice, spolvero dentro l'armadio.
Ma sento che mi sto solo stancando: non riesco a sciogliere i nodi della giornata. Non posso fingere che sia finita. Rimane una sola cosa da fare: aprire il pc e rimettermi a lavorare.
Compilare il report del lunedì che è diventato il report del venerdì che è diventato il report del giovedì sera, rispondere a n mail in attesa, pianificare l'attività di - uhm, vediamo - i prossimi due mesi.
In fondo perchè assecondare questo bizzarro e recente vizio di lavorare solo di giorno?
E domani, sorrisi e ottimismo come se piovessero dalle fottute pareti.
Dalla borsa estrae le chiavi della cassettiera. La apre. Tira fuori una deliziosa mug con un teschio manga.
Si infila in sala caffè, fa la fila per il boccione d'acqua, litiga col suddetto per far funzionare l'erogatore "caldo", ne versa due o tre gocce dentro la mug.
Lungo la via di ritorno cerca di non dare nell'occhio. Cosa difficile ma lui ci prova, a comportarsi da anonimo. Il perfetto officeman senza personalità, eccolo lì, qualcuno lo vede ma nessuno loguarda.
Arriva in postazione.
Si siede.
Uno.
Due.
Tre! Si è infilato sotto la scrivania, dietro la cassettiera. Lì c'è un pugnetto di carta marrone. Lo acchiappa, lo scarta. Estrae delle foglioline verdi.
Con l'ausilio di un cellulare aziendale pesta le foglioline verdi nella mug inumidita d'acqua bollente, fino a formare una poltiglia densa. La annusa: è amara.
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La visione successiva è Bakis che attraversa il corridoio con le labbra verdi.
Nota anche come: "incantevole". Anni: oggi ne avrebbe 40, se non fosse scomparsa prematuramente in circostanze ignote durante l'ultimo concerto.. Provenienza: mista, "Stella Piumata" "Giappone". Genere: j-pop. Periodo di attività: 1983 - 1985.
Album pubblicati: NP
Nota anche come: "material girl". Anni: 49 Provenienza: Americana. Genere: pop-dance. Periodo di attività: 1982 - oggi.
Album pubblicati: 18.
Guardate questo video del secolo e decretate chi sia la vera POP-ICON della nostra generazione.
Per eccessiva autostima oggi ho comprato una t-shirt senza prima provarla. Tornato a casa l’ho indossata e ho scoperto che no, al massimo la posso usare d’estate senza nulla sotto e magari fra qualche kg in meno. Lì per lì, circondato da manichini anoressici, da commessi mentretuseiinpausapranzoiosonoinpalestra e altri clienti nati negli anni 90, mi sono sentito abbastanza arrogante da commettere questo insano gesto.
In compenso ho comprato scarpe di una taglia più grande quindi l’equilibrio cosmico è salvo. E’ che dopo mesi di ricerche eccole lì, finalmente palesate, ed è stato un momento che nemmeno il principe e cenerentola (impersonati per voi da Bakis e Bakis: “prego, introduca il suo piedino qua” “uh!”). La commessa non poteva capire le mie risatine interiori.
Però ho poi riflettuto sulla metafora evidente in tutto ciò (perché c’è sempre l’allegoria: ogni cosa rimanda a qualcos’altro, basta scegliere: pick one).
La maglia stretta, la vita che ti piace ma in effetti non ti va a pennello, quel locale interessante ma la musica insomma, la scarpa larga, le amicizie che si ok però finchè non sbuca la dolce metastasi, la voglia di fare e il tempo di realizzare, e cose così.
E con addosso la maglia stretta a righe colorate e le scarpe larghe verdi, prima di uscire, mi son messo a giocare con la tastiera e ho deciso che se continuo questo pezzo e aggiungo qualcos’altro poi esplode. Mi piace ma non mi soddisfa, sto ancora cercando la mia strada sonora.
Ma in fondo anche io sono un po’ così.
Incasinato di sovrastrutture, decoupato di cazzate, colorato, sguaiato, pieno di stecche, sfumato nei punti sbagliati, mixato male, però, forse, tutto sommato…