Innamorato di me stesso / ma non corrispondo

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agli intrepidi fautori e propugnatori del Movimento per l'Identità, l'Autodeterminazione e l'Indipendenza della Nazione Sarda; ai popoli fratelli ed amici che condannano il Colonialismo Italiano e che sostengono la nostra giusta causa; agli italiani illuminati - di Sardegna e d'Italia - che si battono al nostro fianco nella lotta democratica, pacifica e non violenta, per la liberazione Nazionale della Sardegna dall'oppressione coloniale, per la giustizia sociale e per la creazione di uno Stato Sardo Sovrano ...dedico questo blog.

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// venerdì, 29 febbraio 2008

[ Le roi est mort... ]


E' stata decisamente una settimanina pesante. Quando si dice: dalle stelle stalle alle stelle stalle.

Tecnicamente, direte, non è ancora finita, la settimanina pesante. Forse parlo al passato perché fingo sia già finita o forse, più probabile, perché non so se riuscirò a concluderla da vivo.
Ma sono cose di nessuna importanza.

La realtà è che nulla sarà come prima ma, anzi, tutto sommato: è tutto esattamente come prima :-)

Postato da Bakis alle 10:42 in [ cattivi propositi ] // p-link // commenti (8) // commenti (8) (pop-up)


// martedì, 26 febbraio 2008

[ Madre bis ]


Madre è tornata alla magione.
Dopo cena frugale e ragguagli sulle novità lavorative, estrae dalla valigia esso. Pensavo di averlo abbandonato alla dimenticanza a Cagliari, senza farmi scoprire. Invece mi ha seguito come un cane abbandonato sull'autostrada.
Leggio in legno è ora qua, precisamente sotto il soppalco. Avverto la sua malvagia nonché inutile presenza. Madre ci ha già deposto la tavoletta grafica sopra ("vedi? così la puoi usare a mo' di tavolozza" "sì certo, oppure no").

Ma il dilemma fatidico è questo: il cesso avrà finito di deglutire il budino che vi ho buttato ieri notte? Mai buttare un budino parcheggiato in frigo da party post-befanesco, sul cesso.
Ora lo so.

Anche perché no, avviare schermaglie con lo scovolino con la speranza di ucciderlo si è rivelato vano. Non mi rimane che sperare nella regolarità intestinale delle mie ospiti almeno per stanotte.

Ma domani potrò finalmente portare la torta di saba in ufficio, capitata per caso e con tempismo per celebrare un momento di passaggio.
Vedremo, avrò modo di capire, valutare, lamentarmi ancora, ancora guardare avanti e indietro e interrogarmi sul da farsi.

Per ora annuso il profumo dellle sebadas, pregusto la saba e incasso un po' dei sorrisi ricevuti stasera.

Postato da Bakis alle 00:42 in [ autoscatto ] // p-link // commenti (8) // commenti (8) (pop-up)


// giovedì, 21 febbraio 2008

[ L'organiDramma ]


Sta arrivando.
Voci di corridoio lo annunciano come ormai imminente. Non si sa chi abbia sparso i primi rumori ma in spazioaperto c’è sensazione. C’è cacca sotterranea.
La prima indiscrezione l’ho avuta da un bigliettino anonimo scritto con inchiostro simpatico, trovato all’ingresso del bagno (“attento ai cetrioli volanti”).
Poi uno psst da dietro una pianta vicino all’ingresso. Una figura confusa mi ha sussurrato: sta per uscire il nuovo organigramma amma amma… prima di svanire confusamente in una saletta riunione, buco nero aziendale in cui, si sa, la gente entra e scompare.

E così ho dato una spiegazione a tutti quegli strani comportamenti che vedevo in giro per le postazioni ma che non riuscivo a decifrare.
Miss productDesainah che interroga le interiora degli uccelli, signorina Inutility che si da all’alcohol e MrWidget colto da un attacco di panico sulle scale “ce la posso fare ce la posso fare ce la posso fare… vero che ce la posso fare? dimmelo” Bakis: “indubbiamente, vai tranquillo, ce la puoi fare senza alcuna ombra di dubbio (minca, auguri)” – NdB: fatto realmente accaduto.

Solo pochi ingenui stolti non colgono la valenza totemica di un simile avvenimento.

Postato da Bakis alle 00:28 in [ cazzeggio ] // p-link // commenti (14) // commenti (14) (pop-up)


// mercoledì, 20 febbraio 2008

[ Ulteriore ]


Conoscete quella massima secondo cui quando una parte della tua vita inizia a funzionare allora l'altra va drammaticamente a rotoli?

Ho pensato: cosa vuol dire quando entrambe le parti (quali poi: lavoro e vita sociale?) vanno parimenti a rotoli?
Che ti sei beccato la parte di vita a rotoli di qualcun altro? o che c'è una parte ulteriore di vita di cui non sei a conoscenza?

- E na, non credo che andare di corpo regolarmente possa fungere da "parte di vita funzionante" -

Non rimane che capire quale sia questa parte ulteriore. Alla ricerca della parte ulteriore perduta.

Ma per ora sorvolo, fingo, ascolto gli Smiths e aspetto di vedere un Bakis seduto sul divano che si gira e mi fa ciao. O sentire il bip bip del microonde programmato a 1minuto e 27 secondi (il tanto perfetto per il caffellatte) digitato dal me stesso ulteriore.

Non è che mi stupirei, anzi // ma tempo due secondi e staremmo litigando.

Postato da Bakis alle 00:07 in [ cazzeggio ] // p-link // commenti (17) // commenti (17) (pop-up)


// giovedì, 14 febbraio 2008

[ In Loop ]


Cosa c'è di più ombelicale autoreferenziale che ascoltare la propria musica?

// magari scrivere di questo sul proprio blog.

Postato da Bakis alle 00:18 in [ ombelicale ] // p-link // commenti (12) // commenti (12) (pop-up)


// domenica, 10 febbraio 2008

[ Pezzetti ]


Quando Francesco è venuto a recuperarmi al bar avrei voluto rispondergli: anch’io.
Anch’io mi sono dato per disperso.

Ma non l’ho fatto. Lui intendeva semplicemente che non mi hanno contato tra gli scampati all’incendio. Mi son fatto offrire un caffè da un collega, piuttosto che rimanere lì fuori a congelarmi al ritmo dell’allarme.

Io invece mi do per disperso perché dei pezzi non rispondono all’appello.
Quali, in realtà, non saprei. Quali sono i pezzi che ti rendono te stesso? Difficile a dirsi. Se ti tagli una gamba sei sempre te stesso, se ne tagli due, uguale. Idem con una mano, un braccio, l’abitudine a fantasticare a voce alta, ridere sguaiatamente, parlare.

Ci dev’essere una soglia dopo la quale, togliendo i pezzetti a uno a uno, non sei più tu. Una impercettibile soglia che non ti accorgi di sorpassare.

Te ne rendi conto solo quando la lasci alle spalle, dentro una libreria, da solo, il terzo sabato sera di fila.
Quando ti accorgi che stai per perdere le delusioni (frutti amari di quella capacità di aspettarti qualcosa dagli altri che hai sempre considerato una qualità).

Tutto sommato questo post ci sta meglio con il titolo di quello precedente. A volte confondo le idee e le cose da dire. Qualcuno ha detto che gli scrittori tendono a scrivere sempre la stessa opera. Io sono solo un blogger ma un po’ riesco riconoscermi.
La vita è una ma i post sono tanti, alla fine dicono tutti la stessa cosa, mi scuso con i curiosi di passaggio se il mio mood non si è evoluto dal post precedente. Oggi niente riti però.

Se oggi Francesco venisse a recuperarmi gli risponderei che non sono ancora disperso; sento l’allarme ma sono ancora in tempo per scappare e recuperare tutti i pezzi.

Postato da Bakis alle 01:38 in [ autoscatto ] // p-link // commenti (12) // commenti (12) (pop-up)


// lunedì, 04 febbraio 2008

[ Rito per chi ha perso dei pezzi per strada ]


Non è difficile.
Primo, abbassare le luci.
Da me non è difficile perchè ho due soli piccoli faretti sul soppalco, per il resto solo tante piccole lucine ikea attaccate alle prese in ogni angolo. Lascio accesa solo quella dietro il divano.
Metto sul fuoco un caffè. Non per berlo, non ora. Solo per far sprigionare l'aroma per la piccola casa. L'olfatto è il senso più evocativo e il caffè è sempre carico di immagini.
Se chiudo gli occhi e punto la faccia verso la finestra, verso lo spiraglio gelido, mi sembra di tornare al ginnasio, quando mi svegliavo prestissimo e fuori era ancora buio. Per quanto presto, trovavo sempre il cane a salutarmi e la caffettiera già sul fuoco. Poi di corsa a prepararmi, fino al rombo della motorella di mio cugino.

Far partire un vecchio cd.
Kings of Convenience. La strada per Costa Rei, sulla R19. Da solo. 11 Settembre 2001. Facile ricordare questa data, e non per il motivo che chiunque può immaginare. Senza fretta mi son fermato a ogni angolo. Ricordo un ciclista multicolore che guardava il paesaggio: a pensarci oggi, una scena surreale. Sta per qualche minuto poi salta in sella e sfreccia sui tornanti. Risalgo in macchina e continuo ad ascoltare "winning a battle, losing a war".

Kings of Convenience sono anche Navia. Un pezzo di Navia che torna dalla Norvegia. Il terrazzo di via Pessina, i brunch, la gente, il via vai, gli amici, l'inizio e la fine di un periodo meraviglioso.

Assorbire parole.
Prendo in mano un libro comprato giusto ieri sera in libreria: Istruzioni per rendersi infelici. Dove l'ho già visto? Sì, a casa di Re, in mano a qualcuno che lo chiese in prestito prima di me (se lo avessi preso allora, avrei un ricordo in meno, oggi). Forse era Luca, forse Chicco. Aveva in mano una chitarra.
Mi vengono in mente le parole di "vorrei essere viola", quasi a memoria a furia di sentirla.

Entrare nelle immagini.
Sfoglio un po' di foto. Facce recenti. Episodi vicini. Ma sembrano così lontani ora - io sembro così lontano da quello che appare di tanto in tanto sulle foto.
Marina, le vie strette, il sottile profumo di salsedine e dei cibi etnici e sardi cucinati nelle tante trattorie. I visi di O. e S. Castello, Wahid. Un tè al caffè dell'Elfo con la musica dei Depeche Mode.

Assaporare qualcosa.
Verso il caffè in una tazza di latte caldo. E' lo stesso sapore di sempre e questo mi rassicura: ci sono cose che non cambiano mai, per quanto tu possa cambiare. E l'ho fatto, sì. Ma non ho perduto nulla e, paradossalmente, sono lo stesso di sempre. E' che a volte ho bisogno di un profumo, di una canzone, di una voce per ricordarmi chi sono, per riempire questo contenitore di immagini, aspirazioni, parole sciocche, voglia di fare.

Ed è con questo bagaglio che desidero svegliarmi sempre. Ora lo porterò a letto e lo cullerò, confortato dal fatto che quella parte di me che ho lasciato negli occhi dei miei amici, quella sì, so essere ancora viva.


***
Lenzuola pulite.

Postato da Bakis alle 02:01 in [ cazzeggio ] // p-link // commenti (22) // commenti (22) (pop-up)